Chiesa sempre aperta per l’adorazione

Da anni si prega giorno e notte davanti all’Eucarestia. Ma c’è anche il teatro

(da Il Tempo, 2 dicembre 2013)


Alle porte dell’Eur, tra i palazzoni dei vari enti che conferiscono alla zona i suoi tratti distintivi, sorge la parrocchia di Santa Giovanna Antida. Nata nel 1980 ma eretta solo 13 anni dopo, la Chiesa è guidata dallo scorso 30 settembre da don Alessandro, giovane sacerdote romano di 39 anni. All’ingresso del complesso degli edifici parrocchiali, prima ancora della porta della chiesa, sorge quello che una volta era un malandato auditorium e che di recente è stato trasformato in un vero e proprio teatro, il Teatro Vigna Murata, divenuto punto di riferimento per gli abitanti della zona e non solo. Attuale responsabile del Teatro è Gianfranco Maria Guerra, da oltre 30 anni attore e regista di cinema, teatro e televisione. Guerra cura l'attività didattica teatrale con laboratori rivolti a diverse fasce d'età e ai vari gradi di preparazione. Solo dopo aver superato il teatro si entra nella chiesa, una chiesa che, da qualche anno, non chiude ai fedeli nemmeno la notte.

Sono molte, infatti, le attività che prendono forma in questa comunità parrocchiale, ma vale la pena soffermarsi su quella che la contraddistingue rispetto a tutte le altre.

Sulla sinistra dell’altare sorge la cappella dell’Adorazione Eucaristica perpetua. Qui 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, 260 volontari si danno il cambio ogni ora per raccogliersi in una preghiera, appunto, perpetua. È decisamente interessante analizzare la macchina organizzativa che muove questa singolare iniziativa. All’ingresso della chiesa c’è un grande cartellone su cui vengono segnati i turni di tutte le ore della settimana. Le varie caselle sono contrassegnate da tre colori: in quelle di un arancione chiaro segna la propria disponibilità una persona, nelle caselle colorate invece con arancione più scuro le persone disponibili sono più di una. In rosso i turni non ancora occupati: al momento di scrivere di questo articolo era appena uno ma gli aderenti all’inziativa si impegnano a ciprire anche i turni rimasti sguarniti. Il motivo di questa grande partecipazione lo spiega direttamente don Alessandro: «L’Adorazione Perpetua ha visto una grande adesione tra i fedeli di tutte le età e di tutte classi sociali, segno che la Chiesa ha ancora un forte richiamo tra la gente e anche tra le nuove generazioni. Sono numerosi anche i ragazzi che vi partecipano, ma una grossa fetta è composta anche da quelle donne e quegli uomini che per diversi motivi (per esempio i divorziati e risposati) non possono ricevere i Sacramenti. L’Adorazione Perpetua è un modo che queste persone hanno di rimanere in contatto con Dio».

L’Adorazione Perpetua va avanti da quasi 3 anni e non è stata mai interrotta.

Un altro tratto distintivo della parrocchia di Santa Giovanna Antida è il Centro di aiuto alla vita (Cav) gestito da Francesca Siena, responsabile dei 30 volontari che da due anni offrono varie forme di sostegno a tutte quelle donne che avendo una gravidanza indesiderata in un primo momento avevano pensato di abortire. Grazie al Cav della parrocchia, «il 98% delle ragazze che si sono rivolte al Centro sono tornate sulla loro decisione e oggi sono mamme felici o sono in procinto di diventarlo. Come quella ragazza - ci racconta don Alessandro - che una mattina alla fermata dell’autobus venne avvicinata da un’altra che, vedendola particolarmente triste, le chiese se aveva bisogno di aiuto». La donna che si avvicinò all’altra, alla quale abbiamo dato il nome di fantasia di Silvia, aveva da poco partorito grazie all’aiuto del Cav. «Il destino volle - continua il parroco - che anche Silvia in quel momento fosse incinta e stesse andando ad abortire. Silvia venne dissuasa, almeno momentaneamente, dall’altra donna che le consigliò, prima di prendere la sua decisione definitiva, di rivolgersi a Francesca Siena e al suo gruppo di volontarie. Oggi Silvia è al nono mese di gravidanza ed è felice della sua scelta».

È Francesca quindi a spiegarci in che modo queste persone, molte delle quali in condizioni estremamente difficili, vengono aiutate: «Il sostegno - spiega la responsabile del Centro - ha varie tipologie. Materiale, perché dotiamo le future mamme di passeggini, corredini, beni alimentari e in alcuni casi anche denaro. Medico, perché mettiamo loro a disposizione anche il ginecologo fino alla nascita del bambino e, infine, psicologico. Tra i nostri volontari ci sono infatti anche psicologi e psicoterapeuti». L’attività del Cav ha trovato, inoltre, un inaspettato supporto, quello dei consultori. Spiega ancora Francesca: «Nonostante quella che è ormai un’opinione diffusa, non c’è astio tra queste due strutture, molte persone dei consultori apprezzano quello che facciamo e non hanno perso occasione, talvolta, di comunicarcelo. Inoltre per loro - sorride - rappresentiamo un bello "sgravio" di lavoro».

Francesca ha 39 anni e ha deciso di dedicare la propria vita a questo progetto: «Dovrei fare la mamma a tempo pieno dato che ho 4 figli. Ma proprio per questo ho capito quale sia il vero valore della vita e seppur con grande fatica devo provare a farlo capire agli altri. Davide, il mio ultimo figlio, è nato in concomitanza con il Centro...».

Ugo Cataluddi

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